È possibile pensare che Gesù non morì, ma che svenne semplicemente sulla croce e poi si riprese dalle ferite?

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Impressione artistica di Gesù inchiodato in croce dai soldati

La crocifissione era un'esperienza atroce—infatti, usiamo l'espressione “mettere qualcuno in croce” per esprimere una sofferenza indicibile. Le cause della morte per crocifissione erano molteplici e dolorosissime: comprendevano l'esaurimento fisico, l'asfissia, la disidratazione e il blocco cardiaco.[1]

Suggerire che Gesù avrebbe potuto sopravvivere a una simile tortura su quella croce romana, per poi trascinarsi fuori dalla tomba con le proprie forze, è già assai improbabile! Che sarebbe poi riuscito a nascondere il proprio aspetto lacerato e gravemente ferito a tal punto da ingannare i discepoli disperati e convincerli che fosse “il Signore della vita risorto” e Vincitore della morte, è davvero assurdo! Un uomo ridotto in quelle condizioni non avrebbe mai potuto essere l'ispirazione dei suoi discepoli. Gesù sarebbe stato esposto al ludibrio come ciarlatano. Solo un Gesù risorto in maniera soprannaturale sarebbe stato capace di guarire i cuori infranti dei discepoli.

I soldati romani accertarono che Gesù era morto, e lo era davvero. Il miscuglio di sangue e di acqua che emerse dalla ferita che gli fecero nel costato ne è una prova lampante.

Se gli autori dei Vangeli avessero avuto la tendenza a esagerare, ne sarebbero stati impediti dal fatto che erano ancora in vita tantissime persone che erano state testimoni oculari degli avvenimenti dei quali essi scrivevano. Molti di questi erano loro avversari. Se i discepoli avessero inserito delle inesattezze o esagerazioni, sarebbero stati smentiti da coloro che avevano una conoscenza diretta dei fatti.

Rappresentazione del pittore Caravaggio della scena della deposizione del corpo di Cristo dalla croce

Qualcuno oggi potrebbe pensare ingenuamente che il primo secolo d.C. fosse un tempo di credulità estrema ed infantile; che la gente di quei tempi fosse pronta ad attribuire a una causa soprannaturale qualsiasi evento fuori del normale. Ma questo sarebbe un modo distorto di concepire quell'epoca. Gerusalemme era una crocevia del mondo. Già da più di tre secoli gli uomini colti leggevano Aristotele. La filosofia prevalente del periodo era l'epicureismo ("mangiamo, beviamo e godiamo, perché domani moriremo"). Molti nel mondo greco-romano a mala pena ammettevano l'esistenza di un vero Dio e guardarono con il più grande disprezzo l'idea che un dio potesse intervenire negli affari degli uomini. Anche i Giudei erano scettici e razionalisti, dal momento che avevano assorbito le idee filosofiche romane. (Essi infatti facevano parte del mondo romano e vivevano sotto leggi romane e la giustizia romana.)

SEI OBIEZIONI DEGLI SCETTICI fra quelle più spesso sollevate dai critici della resurrezione di Cristo…

  1. La resurrezione di Cristo è un mito, non un fatto storico.

  2. I racconti della Resurrezione sono pieni di contraddizioni.

  3. I miracoli non sono possibili.

  4. La salma fu trafugata.

  5. Gesù era solo svenuto e poi si è ripreso dalle ferite.

  6. I testimoni furono vittime di allucinazioni.

Riferimenti e note

  1. William Edwards, M.D., et.al., “On the Physical Death of Jesus Christ,” Journal of the American Medical Association (26 marzo 1986), pagg. 1455-1463.

Tradotto da Geoffrey Allen
Autore: Rev. Gary W. Jensen, M.Div. and Paul S. Taylor, Christian Answers. Presentato da Films for Christ.

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